Geologia e Morfologia L'origine geologica dei M. Cimini e della valle che ospita il Lago di Vico si deve attribuire a manifestazioni vulcaniche con fenomeni esplosivi che hanno originato terreni formati da vari tipi di tufi. L'attività esplosiva ha diffuso anche a grande distanza ceneri e lapilli che, accumulandosi e cementandosi, hanno dato origine alle cosiddette rocce piroclastiche. L'apparato vulcanico del M. Cimino, situato pochi km a nord della Riserva Naturale, ha iniziato per primo, alla fine del Pliocene (circa 4,5 milioni di anni fa), la sua attività eruttiva. I prodotti delle eruzioni cimine si sovrapposero alle argille ed alle sabbie marine della valle del Tevere. A quel tempo l'altezza del cono del Cimino era forse doppia di quella attuale e in questa fase eruttiva si ha la formazione del peperino tipico. Successivamente, nel Pleistocene, inizia l'attività del vulcano di Vico con emissione di lave caratterizzate dalla presenza della leucite, totalmente assente nelle lave del Cimino. Il Vulcano di Vico alterna poi pause a violente esplosioni con la formazione di rocce prevalentemente tufacee, tra cui si distingue il tufo grigio a scorie nere. Dopo il lungo periodo di intensa attività vulcanica si è avuto uno sprofondamento vulcanico-tettonico che ha causato la formazione della caldera di Vico. L'attività vulcanica è poi continuata con fasi alterne e continua attualmente con manifestazioni secondarie, come le numerose sorgenti termominerali presenti nella zona. I confini della Riserva Naturale corrono in gran parte lungo il crinale della cinta craterica e racchiudono in una grande conca il lago stesso ed il Monte Venere (851 m). Il territorio di fondovalle è prevalentemente pianeggiante ma il versante interno della conca raggiunge una pendenza molto rilevante. L'altitudine varia da 510 a 965 m s.l.m. e le punte massime si raggiungono su M. Fogliano (965 m), Poggio Nibbio (896 m) e Poggio Gallesano (839 m). La piovosità è una delle più elevate di tutto il Lazio e raggiunge gli 800/850 mm all'anno. Tutte le acque raccolte dal versante interno della corona perimetrale e dal Monte Venere alimentano direttamente il lago. |