- La Flora
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- Anche se altrove potremmo trovare un lago, un cratere vulcanico e delle faggete simili a queste, in nessun luogo vedremo il faggio a 500 metri di altitudine e le cerrete che rivestono le pendici della cinta craterica.
- È proprio questa caratteristica che rende unico e irripetibile il comprensorio della Riserva Naturale del Lago di Vico.
- In un raggio di poche centinaia di metri passiamo dalla faggeta al bosco di cerro, a quello di castagno, alle multiformi geometrie dei filari di noccioli, ai prati naturali, alla complessa vegetazione che copre le rive del lago.
- Questo rapido succedersi di diversi ambienti, offre uno spettacolo che cambia con il passare delle stagioni; le diverse fasi vegetative di ogni specie caratterizzano il panorama che cambia continuamente, ogni volta con un colore o una tonalità diversi.
- Forse chi godrà questo spettacolo per la prima volta si sentirà pervaso da strane, ma al contempo meravigliose sensazioni che probabilmente non proverà altre volte; poter abbracciare con un solo sguardo uno spazio come questo, un territorio che racchiude in sé una natura ancora intatta dove tutti gli elementi armonicamente convivono.
- I faggi, le querce, i castagni, i carpini, gli aceri, gli ornielli, sono solo alcune delle specie che formano questi boschi, una volta inaccessibili. Le truppe romane alla conquista delle terre dell'Etruria, chiamavano questi luoghi "l'orrenda Sylva Cimina".
- Tra le specie presenti nel sottobosco si disgiungono l'agrifoglio, il pungitopo, la daphne laureola, le felci e ancora il narciso, la scilla bifolia, gli anemoni, i ciclamini, i gigli, le orchidee.
- Il vasto ambiente palustre con il suo canneto esteso come un anello lungo quasi tutto il perimetro del lago è ricco di salici, pioppi e i bellissimi giuncheti.
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