| - Habitat
- Per anni la presenza dello Svasso maggiore è stata considerata da numerosi autori come un certificato di buona salute, rassicurante garanzia di purezza per le acque in cui l'uccello più o meno consapevolmente sguazzava.
- Adesso però il quadro appare diverso: così come volpi, lupi e gabbiani hanno imparato a frequentare le discariche per razzolare cibo senza troppo faticare, anche lo Svasso maggiore sembra aver imparato a giovarsi delle alterazioni prodotte dalle attività umane.
- E così due studiosi danesi nel 1975 in occasione dell'Anno Internazionale del Censimento degli Svassi, si resero conto che esisteva una forte correlazione positiva tra densità di coppie nidificanti e grado di eutrofizzazione delle acque.
- È noto infatti che questo tipo di inquinamento, durante gli stadi iniziali, porta paradossalmente ad un aumento della biomassa e, di conseguenza, delle quantità di cibo disponibili per la specie.
- I due autori proposero quindi di considerare lo Svasso maggiore come una specie indicatrice dell'inquinamento dei laghi, ribaltando il luogo comune che vuole un "animale bello" in un ambiente integro.
- Anche sotto questa ottica poco rassicurante potrebbe essere interpretata la grossa espansione di areale con relativo aumento delle coppie nidificanti, di cui abbiamo parlato in un precedente paragrafo.
- Detto questo, vediamo di identificare ora le esigenze ambientali della specie; per nidificare preferisce di gran lunga le acque dolci di bacini aperti, non necessariamente naturali.
- Pur se meno frequentemente, lo possiamo trovare anche in lente acque fluviali, lagune e canali.
- Le rive devono essere bordate di canneto o, se questo è assente, si accontenta della vegetazione acquatica flottante, alla quale ancorare i nidi galleggianti: evita le rive rocciose mentre ben si adatta a quelle boscose o coperte da vegetazione bassa.
- I fondali, meglio se poco profondi (0.5 - 5.0 m.), debbono essere sabbiosi o melmosi, il pH non deve essere acido e la produttività delle acque medio alta.
- Un fattore che sembra influenzare negativamente la colonizzazione di nuovi siti, è la presenza di un intenso turismo nautico a motore o, più in generale, l'esercizio di sport nautici.
- Durante l'inverno le esigenze cambiano e quindi li troviamo anche in aree in cui poi non rimarranno a nidificare.
- Ed infatti in questo periodo la presenza di vegetazione acquatica non si dimostra essenziale mentre diventano invece importanti il clima, la presenza di pesce e l'ampiezza del bacino in quanto, nelle località in cui la caccia è permessa, risulta essenziale il potersene nuotare indisturbati al centro del lago, ad una certa distanza dalle rive.
- Sempre durante i mesi invernali può frequentare estuari, laghi costieri di acqua salmastra o acque marine a breve distanza dalla costa.
- In Italia lo Svasso maggiore nidifica preferenzialmente da 0 a 400 metri s.l.m., diviene più scarso fino a 750 metri e raro oltre i 1500 metri, anche perché vengono a mancare i siti idonei; al di fuori del Paleartico occidentale lo Svasso maggiore può anche nidificare a 4000 metri di quota.
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