Lo Svasso Maggiore

Se dovessimo progettare un uccello in grado di trascorrere tutta la propria vita nell'acqua, certamente lo immagineremmo con un corpo affusolato, con arti inferiori arretrati e dita lobate, con ali strette e appuntite; non dovremmo infine dimenticare il piumaggio: perfettamente impermeabilizzato.

Combinando insieme tutti questi particolari strutturali, saremmo riusciti a creare uno "svasso".

Saremmo comunque arrivati in ritardo, perché la natura c'è già riuscita. E il risultato è stato così soddisfacente che, pur passando attraverso milioni di anni di processi evolutivi, questi uccelli sono rimasti in pratica identici ai loro antenati fossili.

Questo è il motivo per cui sono sempre tra i primi con i quali facciamo conoscenza sfogliando una qualsiasi guida al riconoscimento degli uccelli, che di solito li elenca secondo un ordine filogenetico, in una sequenza sistematica che cerca di esprimere le relazioni di parentela evolutiva tra i diversi gruppi animali.

Gli svassi formano un gruppo sistematico, quello dei Podicipediformi, che è rimasto isolato e non trova strette parentele. Tra la ventina di specie di svassi che danno corpo a questo singolare gruppo sistematico diffuso in tutto il mondo, troviamo quello classificato col nome scientifico di Podiceps cristatus: lo Svasso Maggiore appunto, a cui è dedicata questa pubblicazione.

Nonostante la discontinuità della loro distribuzione in Italia, gli Svassi Maggiori sono ormai divenuti comuni nei nostri laghi e nelle nostre paludi. Il lago di Vico poi è sede di una delle colonie più numerose. È questo il motivo che ha suggerito all'Ente Gestore di scegliere come simbolo della Riserva Naturale proprio lui: lo Svasso Maggiore.