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I rapaci della Riserva Naturale "Lago di Vico"
 
Cosa sono i rapaci
Il ruolo dei rapaci
I rapaci della Riserva
Falco pellegrino
Gheppio
Lanario
Albanella reale
Falco di palude
Falco pecchiaiolo
Nibbio bruno
Poiana
Sparviere
Allocco
Assiolo
Civetta
Gufo comune
Gufo di palude
Barbagianni
Schema di classificazione

Cosa sono i rapaci
Col termine rapace si intende riunire tutti quegli uccelli con becco ad uncino e artigli possenti atti alla cattura di prede. Diurni sono quei rapaci che appartengono all'ordine dei Falconiformi comprendente: Falchi, Albanelle, Nibbi, Aquile, Avvoltoi e Poiane; notturni gli appartenenti all'ordine degli Strigiformi comprendente: Gufi, Civette, Assioli, Allocchi e Barbagianni.
Alla famiglia dei Falconiformi appartengono 5 ordini di cui solo 3 presenti in Italia:
1) Pandionidi: comprendente un'unica specie, il Falco pescatore, facilmente identificabile per le ali fortemente angolate e la colorazione chiara. I sessi sono simili.
2) Accipitridi: comprende rapaci di medie e grandi dimensioni con ali larghe e arrotondate. I sessi si distinguono, generalmente, per le maggiori dimensioni della femmina.
3) Falconidi: rapaci di dimensioni medio piccole con ali strette e appuntite. Sul becco è presente una sporgenza detta "dente" che serve per spezzare le vertebre cervicali delle prede. Le femmine sono di dimensioni maggiori dei maschi.
 
 
Il ruolo dei rapaci
Gli uccelli rapaci sono, di solito, ai vertici delle catene alimentari di un generico ecosistema. Sono predatori dei cosiddetti consumatori primari, erbivori o roditori, i quali hanno trasformato in proteine animali le proteine vegetali.
A volte i rapaci si comportano da super predatori nei confronti di carnivori più piccoli e molto spesso nei confronti dei rettili.
Quindi il compito cui essi assolvono è essenzialmente di contenimento delle specie da loro predate le quali, non limitate in nessun modo, potrebbero espandersi eccessivamente fino a compromettere le risorse disponibili.
Allo stesso modo, i rapaci selezionano le specie dei consumatori primari, mediante la cattura di esemplari meno dotati, più deboli, malati o vecchi. Non è vero, perciò, che i prelievi effettuati dai rapaci rappresentino un danno: è anzi il modo migliore per mantenere in salute una popolazione e, ad esempio, nel caso dei rapaci notturni, per contenere la crescita di specie ritenute dannose per l'uomo come molti roditori.
 
 
I rapaci della Riserva Naturale del Lago di Vico
La Riserva Naturale del Lago di Vico è compresa nel territorio del Comune di Caprarola, ha un'estensione di circa tremila ettari di cui mille sono occupati dalle acque del lago, il tutto racchiuso dentro la cinta craterica dello stesso.
Prendendo come punto di osservazione la località "San Rocco", dalla quale si ha un'immagine quasi completa della caldera di Vico, possiamo subito notare, in basso, il lago con la sua caratteristica forma ameboide, a differenza di certi altri laghi laziali, che presentano un perimetro abbastanza circolare.
La spiegazione di ciò la si può trovare guardando sulla destra dove si erge il cono vulcanico di Monte Venere; l'innalzamento di quest'ultimo, susseguente alla formazione della conca, produsse con depositi alluvionali l'interruzione della continuità circolare del perimetro lacustre.
Di fronte a noi si erge Monte Fogliano separato dal Monte Venere da una propaggine del lago che si insinua fra i due monti. La Riserva Naturale del Lago di Vico presenta alcune caratteristiche che rendono unico e irripetibile il comprensorio che la costituisce.
In un raggio di poche centinaia di metri possiamo trovare boschi di faggio e di cerro, passare dai boschi di castagno ai prati naturali e alla complessa vegetazione che copre le rive del lago e costituisce una delle zone più interessanti del Lazio dal punto di vista naturalistico.
È in questo contesto ambientale che abbiamo svolto la ricerca sui rapaci presenti nella Riserva Naturale.
I dati dell'indagine sono stati raccolti nell'arco di un quindicennio e riguardano tutte le specie nidificanti e quelle che utilizzano il territorio protetto come zona di caccia.
 
 
Ordine falconiformi, famiglia falconidi
 
Falco pellegrino, Falco peregrinus: cm 40-51 x 81-112
La popolazione italiana è in ripresa dalla fine degli anni settanta, grazie ad una vasta opera di sensibilizzazione e ad iniziative per la protezione dei siti di nidificazione messe in atto da varie associazioni protezionistiche.
Areale di distribuzione in Italia: tutto il territorio nazionale.
Nidifica in dirupi rocciosi; è specializzato nella cattura di uccelli in volo sino alle dimensioni di un Germano reale.
Ritenevamo inizialmente che questo falcone fosse presente nella Riserva Naturale solo nel tardo autunno-inverno come risultava da precedenti osservazioni. Abbiamo potuto constatare invece che utilizza il territorio per cacciare quasi tutto l'anno.
Da escludere come nidificante; nel periodo novembre - gennaio si può osservare mentre caccia gli storni che si recano a trascorrere la notte nei canneti che contornano il lago.
Abbiamo osservato anche due individui nello stesso periodo.
Spettacolari sono le sue picchiate sulle prede a circa 300 Km orari.

Gheppio, Falco tinnunculus: cm 30-33 x 68-74
È il più comune e diffuso dei falconi. Areale di distribuzione in Italia: tutto il territorio nazionale.
Nidifica su vecchi nidi, su dirupi ed edifici, a volte anche nelle città. Si nutre di roditori, anfibi, piccoli rettili, insetti e uccelletti terricoli.
Lo si vede nella Riserva Naturale mentre caccia nel suo modo caratteristico: batte velocemente le ali rimanendo immobile nel cielo, in gergo si dice che fa lo "spirito santo".
Abbiamo accertato la presenza di un paio di coppie nidificanti e stanziali.

Lanario, Falco biarmicus: cm 43 x 98
Poco comune. Areale di distribuzione in Italia: Centro Sud. Frequenta zone che offrono vasti spazi aperti e siti adatti per nidificare (pareti tufacee con cavità), spingendosi ad altitudini meno elevate del pellegrino e disertando quasi completamente le coste marine. Il comportamento e le abitudini sono molto simili a quelle del Pellegrino. Specializzato nella caccia in volo, riesce comunque a catturare le sue prede anche a terra.
Sebbene si conoscano casi di nidificazione su vecchi nidi di Corvi e di Poiane, il Lanario non è nidificante nella Riserva Naturale.
Una coppia, il cui territorio di riproduzione è poco distante dal Lago di Vico, si reca a caccia nella zona con una certa regolarità; oltre agli adulti abbiamo osservato negli anni passati anche dei giovani, probabilmente durante il primo periodo di erratismo.

Ordine falconiformi, famiglia accipitridi
 
Albanella reale, Circus cianeus: cm 43-51 x 102-109
Areale di distribuzione in Italia: sverna su tutto il territorio nazionale, nidifica a nord. Comune, presente in zone aperte e brughiere. Caccia anche in paludi e acquitrini. Più grande dell'Albanella minore e di quella pallida. Il maschio ha livrea decisamente più bianca.
Questo è un altro rappresentante del genere Circus presente nella Riserva Naturale solo durante il periodo invernale con qualche individuo che vi sosta fra novembre e gennaio. In questi ultimi anni abbiamo osservato con una certa frequenza due femmine e un maschio adulti, a differenza degli anni precedenti, quando accertammo la presenza di un solo individuo.

Falco di palude, Circus aeruginosus: cm 48-56 x 112-126
Areale di distribuzione in Italia: tutto il territorio nazionale. Comune, nidifica in grandi, folti canneti e frequenta anche campi aperti e paludi.
Presente nella valle di Vico come nidificante sino all'inizio degli anni sessanta; attualmente lo si vede nella Riserva durante il passo primaverile e autunnale con qualche individuo svernante. L'ampia zona di rispetto creata nel giuncheto delle Pantanacce potrebbe favorire un suo ritorno come specie nidificante.

Falco pecchiaiolo, Pernis apivorus: cm 51-56 x 119-127
Areale di distribuzione in Italia: migratore, nidifica nel centro nord. Comune, è presente nelle foreste estese e con radure. Si confonde con la Poiana: da notare la coda più lunga a larghe barrature, il collo teso, le ali lucide e più strette.
Il pecchiaiolo è un falconiforme un po' particolare in quanto si nutre quasi esclusivamente di insetti e piccoli vertebrati. È specializzato nella cattura di imenotteri e per questo le sue caratteristiche anatomiche sono uniche: artigli e becco deboli, assenza di setole sostituite da piccole piume che ricoprono il rostro sino alle narici che sono strette e allungate. È sicuramente presente con almeno due coppie nella Riserva Naturale. Durante il periodo estivo lo abbiamo osservato da solo o assieme alle poiane nella zona di Poggio Nibbio, davanti al Procoio e a Monte Fogliano.

Nibbio bruno, Milvus migrans: cm 51-56 x 112-117
Areale di distribuzione in Italia: migratore, nidifica su tutto il territorio nazionale. Generalmente è comune vicino a laghi e fiumi. Si distingue dal Nibbio Reale per la livrea più scura e la coda meno forcuta.
È presente nella Riserva Naturale nel periodo che va da fine marzo all'inizio di settembre con una sola coppia nidificante. Le potenzialità dell'ambiente potrebbero far si che in futuro altre coppie vengano ad aumentare il numero degli individui di questa specie che attualmente è ridotta al minimo. L'alimentazione di questo falco è costituita da roditori, rettili, pesci, ma non disdegna i rifiuti e per questo lo si vede spesso roteare sopra le discariche pubbliche dove sfrutta con il suo opportunismo qualsiasi occasione per cibarsi. Nel periodo in cui è presente nella Riserva è il solo predatore alato in grado di insidiare le specie dell'avifauna acquatica nidificante.

Poiana, Buteo buteo: cm 43 x 98
Areale di distribuzione in Italia: tutto il territorio nazionale. Comune in estate in zone boscose con radure e campi all'intorno; in inverno anche in ampie zone aperte.
Generalmente è silenziosa ma nel periodo della riproduzione emette una nota prolungata e lamentosa. Qualche volta fa lo "spirito santo".
È il rapace diurno più numeroso nella Riserva Naturale e trova il suo ambiente ideale nei boschi di faggio e cerro che ricoprono i versanti interni della cinta craterica del Lago di Vico; la sua alimentazione è costituita quasi esclusivamente di roditori, insetti, qualche piccolo uccello e integrata da rettili durante la bella stagione. L'abbondanza delle prede fa sì che la densità della popolazione sia ottimale e possiamo stimare in circa 300 Ha l'estensione del territorio di ciascuna coppia.
Le ricerche effettuate ci hanno permesso di trovare alcuni nidi ed assieme ai dati di cui già disponevamo abbiamo fatto una stima della popolazione attuale valutandone la consistenza in circa nove coppie nel territorio dell'intera cinta craterica.

Sparviere, Accipiter nisus: cm 30-38 x 61-79
Areale di distribuzione in Italia: tutto il territorio nazionale. Comune, si trova principalmente in zone boscose, ma anche in campi aperti con boschetti e alberi isolati, specialmente in inverno. Più piccolo e leggero dell'Astore, vola rapidamente all'interno del bosco dove è abile nel predare piccoli uccelli in volo.
Per le sue abitudini estremamente schive, è ritenuto più raro di quanto non lo sia effettivamente. Lo abbiamo osservato alcune volte in caccia fra i cespugli di rovo e i saliconi nella zona della palude. Durante queste sue sortite è disturbato continuamente dalle numerosissime cornacchie che lo circondano ricacciandolo all'interno del bosco. È sicuramente nidificante. Dalle ricerche effettuate abbiamo potuto stabilire le presumibili zone di nidificazione, ma non siamo ancora in grado di precisare il numero delle coppie stanziali.

Ordine strigiformi, famiglia strigidi
 
Allocco, Strix aluco: cm 37-46 x 90-100
Specie tipica dei boschi e terreni coltivati. Ha un aspetto massiccio con una testa grande e rotonda senza ciuffi auricolari, con due grandi occhi neri. Ha una colorazione in fase chiara, con il grigio come tonalità dominante e una in fase scura dove è predominante il marrone; in entrambi le fasi, il tutto è fittamente macchiettato.
È presente e nidificante nella Riserva Naturale dove è possibile avvertire la sua presenza per il tipico richiamo.

Assiolo, Otus scops: cm 20 x 50
Il suo habitat è costituito da boschi, castagneti e noccioleti. Sono elementi distintivi le piccole dimensioni (più piccolo della civetta), i ciuffi auricolari, la livrea vermicolata bruno grigia come elementi caratteristici. Si nutre principalmente di insetti e piccoli mammiferi. Si riproduce fra fine aprile e metà giugno deponendo 4/5 uova bianche.
Non abbiamo notizie della sua presenza come nidificante nella Riserva Naturale, dove però sverna.

Civetta, Athenae noctua: cm 22-27 x 57-61
Vive in aperta campagna anche in ruderi o casolari. Ha piccole dimensioni, capo grosso e senza ciuffi auricolari; parti superiori color bruno barrate con macchiettature bianche e parti inferiori chiare con striature scure. Si nutre sopratutto di piccoli roditori e insetti. Depone 4/5 uova fra marzo e giugno.
Presente e nidificante nella Riserva Naturale.

Gufo comune, Asio otus: cm 35-39 x 85-100
Vive in ambienti preferibilmente boschivi. Ha un aspetto più massiccio rispetto ai barbagianni e ricorda in tutto, tranne che nelle dimensioni, il gufo reale; presenta come questo i tipici ciuffi auricolari e gli occhi con l'iride gialla che diviene rossa con l'aumentare dell'età dell'individuo. Prettamente notturno, si nutre di piccoli roditori, insetti e in misura maggiore rispetto agli altri notturni, anche di piccoli uccelli. Nidifica in vecchi nidi abbandonati e depone in marzo-aprile 3/5 uova bianche ellittiche. Entrambi i sessi accudiscono e proteggono i piccoli.
È presente e nidificante nella Riserva Naturale.

Gufo di palude, Asio flammeus: cm 34-42 x 90-109
Preferisce terreni aperti e paludosi. Di dimensioni di poco superiori a quelle del gufo comune dal quale si distingue anche per una colorazione più chiara, ciuffi auricolari più aderenti al capo e disco facciale più scuro intorno agli occhi. Si nutre di piccoli roditori, insetti e qualche anfibio.
Non nidifica nella Riserva Naturale. È presente solo durante i passi e nel periodo invernale.

Ordine strigiformi, famiglia titonidi
 
Barbagianni, Tyto alba: cm 33-39 x 91-95
Vive nei pressi di casali abbandonati, tra le rovine, più di rado nei boschi e negli ambienti rocciosi. Tra i notturni, con la civetta, è quello più "urbano". Ha le parti superiori color fulvo-dorato con piccole e fitte macchie e le parti inferiori e la faccia bianche. Caccia durante la notte sopratutto piccoli roditori, insetti e qualche uccelletto. Si riproduce in aprile maggio in cavità fra i ruderi, fessure delle rocce, nidi abbandonati. Depone 4/6 uova bianche di forma ellittica. Entrambi i sessi accudiscono i giovani.
È stanziale e si riproduce nella Riserva Naturale.

Schema di classificazione dei rapaci. Quadro delle specie presenti
 
Famiglia Falconidi:
Gheppio, Falco tinnunculus; nidificante stanziale.
Lanario, Falco biarmicus; occasionale.
Pellegrino, Falco peregrinus; abitudinario.
 
Famiglia Accipitridi:
Albanella reale, Circus cyaneus; di passo, svernante.
Falco di palude, Circus aeruginosus; di passo.
Falco pecchiaiolo, Pernis apivorus; nidificante.
Nibbio bruno, Milvus migrans; nidificante.
Poiana, Buteo buteo; nidificante stanziale.
Sparviere, Accipiter nisus; nidificante stanziale.
 
Famiglia Strigidi:
Allocco, Strix aluco; nidificante stanziale.
Assiolo, Otus scops; di passo, svernante.
Civetta, Athene noctua; nidificante stanziale.
Gufo comune, Asio otus; nidificante stanziale.
Gufo di palude, Asio flammeus; di passo, svernante.
 
Famiglia Titonidi:
Barbagianni, Tyto alba; nidificante stanziale.
 
 
Ricerche ed elaborazione dei testi a cura dell'Ufficio Tecnico della Riserva Naturale "Lago di Vico"
Disegni di Niccolò Falchi